L’ictus ischemico nei giovani adulti

Chiara Ferraro, Alessandro Pezzini

RIASSUNTO: L’ictus nei soggetti in età giovanile, in particolare tra i 18 e i 50 anni d’età, rappresenta una patologia la cui incidenza è progressivamente in aumento nei Paesi occidentali. Tale fenomeno è verosimilmente favorito dalla crescente prevalenza di fattori di rischio cardiovascolare convenzionali (ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, obesità, diabete, fumo di sigaretta) in questa categoria d’età, da una parte, nonché dall’effetto di fattori di rischio non modificabili, quali emicrania, gravidanza e post-partum, uso di contraccettivi orali, consumo di droghe e stati di ipercoagulabilità, dall’altra. Il sottotipo ischemico di ictus nel giovane, in particolare, è contraddistinto da una estrema variabilità e peculiarità di meccanismi patogenetici rispetto alla stessa patologia in età avanzata. Vasculopatie infiammatorie e non-aterosclerotiche (in particolare, dissezioni arteriose cervico-cefaliche) e meccanismi di embolia cardiogena età-specifici (quali, per esempio, la pervietà del forame ovale) costituiscono cause frequenti di ischemia cerebrale in questa fascia d’età e al tempo stesso una sfida diagnostica per il clinico. In questa revisione della letteratura passeremo in rassegna diversi aspetti della patologia vascolare cerebrale, in particolare ischemica, focalizzando i dati epidemiologici e quelli relativi al trattamento e alla prevenzione di questa condizione nei giovani adulti.