Strategie di trasporto dei pazienti con sospetto ictus ischemico da occlusione di grosso vaso

Arturo de Falco

RIASSUNTO: Negli ictus ischemici acuti da occlusione di grosso vaso (LVO) la trombolisi endovenosa da sola ha una efficacia molto minore rispetto all’associazione con la trombectomia meccanica i cui risultati rimangono comunque tempo-dipendenti. Per questo motivo è stato ipotizzato che per i pazienti con sospetto ictus da LVO il trasferimento diretto a centri con disponibilità per la trombectomia meccanica saltando i centri locali in grado di somministrare la sola trombolisi endovenosa porti ad esiti clinici migliori. Due recenti trial clinici randomizzati, RACECAT e TRIAGE-STROKE, non hanno dimostrato una superiorità statisticamente significativa del trasporto diretto a centri attrezzati per la trombectomia. Inoltre hanno evidenziato alcune criticità per i pazienti emorragici. In una sottoanalisi dello studio RACECAT per i pazienti rivelatisi emorragici l’outcome clinico inteso come ridotta probabilità di indipendenza a 90 giorni è risultato peggiore nei pazienti traspostati direttamente ai centri attrezzati per la trombectomia. Tuttavia i risultati di questi studi non sono generalizzabili perché basati su reti ictus con caratteristiche peculiari in termini di distanze e tempistiche spesso molto differenti da altri contesti. Di conseguenza per la strategia di trasporto da attuare per i pazienti con sospetto ictus da LVO, al momento non vi sono evidenze significative a favore di un modello più efficiente in assoluto ma è necessario tenere in considerazione le caratteristiche epidemiologiche, geografiche e di risorse ospedaliere delle singole realtà.