TY  -  JOUR
AU  -  Amantea, Diana
T1  -  Il ruolo del sistema immunitario e della neuroinfiammazione nell’eziopatogenesi dell’ictus ischemico
PY  -  2024
Y1  -  2024-07-01
DO  -  10.1727/4355.43439
JO  -  Rivista di Neurologia
JA  -  Riv Neurol
VL  -  1
IS  -  3
SP  -  131
EP  -  140
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  3035-3599
Y2  -  2026/06/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1727/4355.43439
N2  -  I recenti progressi nella comprensione della patobiologia dell’ictus ischemico hanno dimostrato come la neuroinfiammazione e l’alterato funzionamento del sistema immunitario svolgono un ruolo chiave nei meccanismi di danno acuto, contribuendo anche agli effetti delle complicanze ed ai processi rigenerativi che si manifestano nelle fasi subacute e croniche. L’insulto ischemico innesca reazioni infiammatorie nel cervello ed attiva il sistema immunitario nelle sue componenti innata e adattativa che possono esercitare funzioni dannose o protettive in base ad un determinato pattern spazio-temporale di attivazione. La riduzione dell’apporto di sangue al cervello compromette la funzionalità dei neuroni determinando la liberazione di pattern molecolari associati al danno (DAMPs) che stimolano l’attivazione locale delle cellule microgliali e il successivo reclutamento di cellule dell’immunità innata (monociti e neutrofili) le quali penetrano nel parenchima cerebrale influenzando l’evoluzione della lesione, favorendo il danno (fenotipi infiammatori M1/N1) durante le fasi iniziali e contribuendo alla riparazione tissutale durante le fasi avanzate (fenotipi M2/N2). Il ruolo dualistico delle risposte immunitarie è ascrivibile anche alla componente adattativa, poiché sia le cellule T (CD4+ Th1 e Th17, γδ e CD8+) che i linfociti B contribuiscono all’evoluzione della lesione soprattutto durante la fase cronica, svolgendo un ruolo importante anche nell’insorgenza delle complicanze a lungo termine (declino cognitivo, depressione, epilessia). La modulazione di queste risposte rappresenta un interessante ambito di applicazione delle strategie traslazionali. Infatti, oltre a contribuire ad una migliore comprensione della patobiologia dell’ictus, l’intensa attività di ricerca sull’infiammazione e sull’immunità potrebbe favorire l’identificazione di individui con un aumentato rischio, nonché la scoperta di nuove strategie terapeutiche sia per la prevenzione che per il trattamento dell’ischemia cerebrale.
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