TY  -  JOUR
AU  -  Ferraiuolo, Imma
AU  -  Marconi, Roberto
T1  -  Il giudizio prognostico nell’encefalopatia ipossico-ischemica dopo arresto cardiaco
PY  -  2025
Y1  -  2025-04-01
DO  -  10.1727/4505.45057
JO  -  Rivista di Neurologia
JA  -  Riv Neurol
VL  -  2
IS  -  2
SP  -  59
EP  -  63
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  3035-3599
Y2  -  2026/05/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1727/4505.45057
N2  -  L’arresto cardiaco ha un’incidenza annuale sempre più elevata in Italia, verificandosi sia in ambito extraospedaliero che ospedaliero. La rianimazione viene tentata dal personale dei servizi di emergenza sanitaria in circa il 50-60% dei casi. Quando consultati in Unità di Terapia intensiva, per degenti con arresto cardiaco, il giudizio prognostico deve fondarsi su due elementi: 1) la comprensione della natura e della gravità del danno neurologico e delle sue conseguenze a lungo termine attese, basandosi, con approccio multimodale, su esame neurologico, neuroimaging e test neurofisiologici; 2) la comunicazione e la divulgazione in modo efficace del giudizio prognostico. La desistenza dei trattamenti di sostegno vitale è stata segnalata dopo l’encefalopatia ipossico-ischemica dopo arresto cardiaco, mentre è essenziale riconoscere che, a meno che un paziente non sia in stato di morte cerebrale, non possiamo conoscere in modo definitivo il suo esito futuro.
ER  -   
