TY  -  JOUR
AU  -  Anzola, Gian Paolo
T1  -  Oltre il profumo: alterazioni dell’olfatto come segnali precoci di malattia
PY  -  2025
Y1  -  2025-04-01
DO  -  10.1727/4505.45063
JO  -  Rivista di Neurologia
JA  -  Riv Neurol
VL  -  2
IS  -  2
SP  -  94
EP  -  98
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  3035-3599
Y2  -  2026/05/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1727/4505.45063
N2  -  Da molti la funzione olfattoria è considerata una modalità sensitiva primitiva che nella specie umana è divenuta vestigiale e di minor importanza in confronto con la vista e l’udito, sensi che vengono considerati fondamentali per l’adattamento ambientale. In realtà l’olfatto è essenziale anche negli esseri umani per molteplici e fondamentali attività e la perdita della capacità olfattoria riduce la qualità di vita e il senso di benessere dell’individuo. Secondo la definizione di Stevenson del 2010 sono tre i domini in cui l’olfatto regola il comportamento umano: il consumo di cibo, le relazioni interpersonali e la protezione dai rischi ambientali. Pertanto le alterazioni dell’olfatto possono avere un impatto importante sulla nutrizione, sulla vita sociale e sulla sopravvivenza. Infatti si è dimostrato che diversamente dalla vista e dall’udito la perdita dell’odorato è associata ad una ridotta aspettativa di vita. Le cause di una ridotta o perduta funzione olfattiva sono straordinariamente numerose: oltre alle intuitive patologie rino-sinusali infiammatorie sono numerosi gli agenti tossici che agiscono sulla trasmissione neurale degli impulsi olfattori verso le aree corticali superiori. Fra questi molti farmaci, anche di uso comune, agenti infettivi, come ha dimostrato la recente pandemia di covid-19, e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer o il Parkinson. Particolarmente in quest’ultima la perdita dell’olfatto può precedere anche di anni la comparsa dei segni motori. Negli ultimi anni è maturata la consapevolezza che anche in molte disfunzioni psichiatriche, in particolare le sindromi depressive, l’olfatto è compromesso e, sorprendentemente, con conseguenze per il controllo metabolico, anche nel diabete. Infine un recente filone di ricerca valorizza l’associazione fra varie malattie con la produzione di un odore caratteristico dei liquidi corporei e dell’alito e in anni recenti è stato dimostrato che sostanze odorose volatili sono prodotte da diverse forme di cancro, potenzialmente identificabili da cani addestrati, aprendo quindi la via per la diagnosi precoce e a bassissimo costo. In sintesi, il ruolo essenziale dell’olfatto nell’esperienza umana e nella medicina moderna sottolinea la necessità di ulteriori ricerche e interventi clinici volti a preservare e valorizzare questa funzione sensoriale spesso sottovalutata.
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