TY  -  JOUR
AU  -  Serrati, Carlo
AU  -  Finocchi, Cinzia
AU  -  Pizzorno, Matteo
AU  -  Melis, Marta
AU  -  Melis, Maurizio
AU  -  Serafini, Gianluca
AU  -  Micieli, Giuseppe
T1  -  Disturbi funzionali in neurologia
PY  -  2025
Y1  -  2025-07-01
DO  -  10.1727/4574.45808
JO  -  Rivista di Neurologia
JA  -  Riv Neurol
VL  -  2
IS  -  3
SP  -  129
EP  -  137
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  3035-3599
Y2  -  2026/06/24
UR  -  http://dx.doi.org/10.1727/4574.45808
N2  -  I disturbi funzionali neurologici (DFN), un tempo detti disturbi da conversione, sono manifestazioni neurologiche non spiegabili da condizioni organiche; includono sintomi motori, sensitivi, cognitivi, pseudocrisi o alterazioni della coscienza. Il crescente interesse scientifico ha favorito nuovi modelli che superano la dicotomia mente-corpo, migliorando terminologia, diagnosi e trattamento. Nonostante la prevalenza e il forte impatto in termini di disabilità e costi sociali, i DFN restano sottodiagnosticati e poco trattati. I meccanismi patogenetici derivano dall’interazione di fattori biologici, psicologici e sociali; le indagini neuroradiologiche evidenziano alterazioni in corteccia prefrontale, insula, amigdala e cingolato anteriore. Eventi stressanti, traumi e vissuti avversi precoci risultano fattori predisponenti. La diagnosi non si limita all’esclusione di patologie organiche, ma si fonda anche sull’anamnesi e su un esame neurologico attento, che permette di rilevare segni positivi: incoerenza, variabilità contestuale e distraibilità nei disturbi motori, discrepanza tra deficit percepiti e prestazioni oggettive nei disturbi cognitivi. La gestione richiede un approccio multidisciplinare e personalizzato, con neurologi, psichiatri, psicologi, fisioterapisti e logopedisti. Centrale è una comunicazione chiara ed empatica: i sintomi sono reali, anche se funzionali, non organici. Interventi efficaci includono fisioterapia mirata, terapia cognitivo-comportamentale e, se necessario, farmaci per ansia o depressione. L’intervento precoce migliora la prognosi, tuttavia, spesso, i pazienti ancora affrontano disabilità auto-percepita, isolamento, disoccupazione e stigma. Un modello biopsicosociale rende conto della complessità dei DFN anche in assenza di lesioni strutturali.
ER  -   
