TY  -  JOUR
AU  -  Casagrande, Silvia
AU  -  Boso, Federica
AU  -  Franciotta, Diego
AU  -  Giometto, Bruno
T1  -  Encefaliti autoimmuni e mimics
PY  -  2026
Y1  -  2026-01-01
DO  -  10.1727/4680.46942
JO  -  Rivista di Neurologia
JA  -  Riv Neurol
VL  -  3
IS  -  1
SP  -  50
EP  -  58
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  3035-3599
Y2  -  2026/04/20
UR  -  http://dx.doi.org/10.1727/4680.46942
N2  -  Le encefaliti autoimmuni (EA) rappresentano una sfida diagnostica spesso complessa, che richiede l’analisi di diverse condizioni cliniche in diagnostica differenziale. Le più importanti sono le encefaliti virali, le demenze ad esordio subacuto e i disturbi psichiatrici. La scoperta di autoanticorpi specifici diretti contro autoantigeni della superficie neuronale ha consentito di caratterizzare alcuni quadri clinici peculiari. L’EA da anticorpi anti-NMDAR (recettore N-metil-D-aspartato) rappresenta la forma clinica più frequente, prevalente nei soggetti giovani e spesso correlata alla presenza di teratoma. L’EA da anticorpi anti-LGI1 (leucine-rich glioma-inactivated 1) è invece la forma più frequente di EA nella popolazione adulta. Sono inoltre descritte forme sieronegative, che rappresentano una sfida per il clinico. La terapia prevede un trattamento di fase acuta, con possibile necessità di un trattamento di induzione aggiuntivo, prevalentemente basato su farmaci monoclonali, in particolare anti-CD20. Vista l’elevata presenza di mimics, nel caso di riscontro di anticorpi anti-neurone di dubbia associazione o nelle forme sieronegative, specialmente in assenza di segni di infiammazione liquorale, la diagnosi di EA deve essere supportata da un’estesa diagnostica differenziale volta a escludere cause alternative.
ER  -   
