TY  -  JOUR
AU  -  Perniola, Michele
AU  -  Moretti, Ciro
AU  -  Cigni, Simone
AU  -  Lisi, Rodolfo
T1  -  La malattia di Charcot-Marie-Tooth: ruolo dell’attività fisica adattata e del ricondizionamento muscolare nella gestione funzionale
PY  -  2026
Y1  -  2026-01-01
DO  -  10.1727/4680.46944
JO  -  Rivista di Neurologia
JA  -  Riv Neurol
VL  -  3
IS  -  1
SP  -  66
EP  -  70
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  3035-3599
Y2  -  2026/04/20
UR  -  http://dx.doi.org/10.1727/4680.46944
N2  -  La malattia di Charcot-Marie-Tooth (CMT) comprende un gruppo eterogeneo di neuropatie periferiche ereditarie sensitivo-motorie, caratterizzate da un decorso progressivo e da un impatto significativo sulla funzione motoria, sulla partecipazione e sulla qualità di vita. Nei soggetti affetti, la riduzione dei livelli di attività fisica rappresenta un fattore rilevante di decondizionamento muscolare e peggioramento funzionale, contribuendo all’instabilità del cammino e all’aumento del rischio di cadute. In assenza di terapie causali consolidate nella maggior parte dei sottotipi, la gestione clinica è prevalentemente orientata alla prevenzione delle complicanze e al mantenimento della funzione residua. In siffatto contesto, l’attività fisica adattata e l’esercizio terapeutico rappresentano interventi non farmacologici di crescente interesse, purché prescritti in modo personalizzato e supervisionato. Il presente lavoro analizza criticamente le evidenze disponibili sull’impiego dell’esercizio fisico nella CMT, con particolare attenzione a sicurezza, benefici funzionali e limiti applicativi. I dati della letteratura indicano che programmi di esercizio a intensità moderata risultano generalmente sicuri e ben tollerati, senza evidenza di peggioramento della debolezza neuromuscolare. I benefici più consistenti riguardano la forza muscolare e gli outcome funzionali legati all’equilibrio e alla sicurezza del cammino, mentre gli effetti su capacità aerobica e velocità di marcia appaiono più variabili. In una prospettiva multidisciplinare, l’attività fisica adattata si configura, quindi, come una componente strutturata della gestione funzionale della CMT, con un contributo specifico delle Scienze Motorie nella progettazione di interventi orientati alla funzione, alla sicurezza e alla sostenibilità nel lungo periodo.
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